I Mondiali di Barcellona di Mirco Di Tora si sono conclusi in maniera tutto sommato positiva, grazie al sesto posto conquistato nella finale della staffetta 4×100 mista assieme ai compagni Fabio Scozzoli, Matteo Rivolta e Marco Orsi. Gli azzurri hanno chiuso la prova in 3’34”06, un secondo abbondante in più del record italiano fissato a Debrecen l’anno scorso, in una gara che gli Stati Uniti hanno letteralmente gettato alle ortiche, squalificati per una partenza anticipata di Kevin Cordes (secondo frazionista) che ha regalato il titolo alla Francia (3’31″51), davanti ad Australia (3’31″64) e Giappone (3’32″26). In mattinata Di Tora e compagni avevano vinto la propria batteria col tempo di 3’34”29, chiudendo sempre al sesto posto complessivo. Per quanto riguarda le prestazioni individuali, il dorsista ferrarese in batteria ha nuotato in 54”99, avvicinando il proprio primato personale con il costume in tessuto (54”27), mentre in finale ha fatto leggermente peggio, completando la frazione in 55”03. Dopo la gara, nel clan azzurro non c’è troppa voglia di festeggiare, se non per lo splendido bronzo centrato da Gregorio Paltrinieri nei 1500 stile libro, ma resta la consapevolezza di aver fatto il massimo contro avversari sicuramente superiori. «Sono dispiaciuto per non essere stato all’altezza della situazione – commenta Mirco Di Tora –. A questo punto è evidente che non sono riuscito ad arrivare a questo appuntamento al top della condizione, anche a causa di un anno senz’altro molto sfortunato dal punto di vista fisico. Sono comunque soddisfatto di aver disputato una finale mondiale con questi ragazzi che sono davvero fantastici. Voglio dedicare questa finale a mio nonno, che nei giorni scorsi è stato ricoverato all’ospedale, gli auguro di rimettersi al più presto». L’atleta che ha sfoderato la prestazione più positiva è stato Fabio Scozzoli, il ranista che ha così attenuato la delusione per le prove individuali. «Questo è quello per cui mi sono allenato tutto l’anno – afferma –. C’è un po’ di rammarico ma nessun rimpianto, ho sempre fatto tutto al massimo: oggi evidentemente sto meglio di una settimana fa. La staffetta è stata molto bella, eravamo già contenti di essere in finale e con l’aiuto di una squalifica siamo riusciti a mantenere la posizione delle batterie. In futuro sicuramente ci sono i margini per fare meglio».
Stefano Manfredini